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Il Consulente ADR

 

L'azienda dispone di un consulente alla sicurezza del trasporto e movimentazione di merci pericolose così come previsto dal Decreto Legislativo 4 febbraio 2000, nr.40

Il consulente è in continuo contatto con l'azienda per garantire alla committenza che tutte le procedure di trasporto e movimentazione di tali merci siano fatte secondo quanto prescritto dalla legge.

 

I compiti del consulente

L’allegato I al D.lg. 40/2000 detta i compiti del consulente e stabilisce che comprendono, in particolare, l’esame delle seguenti prassi e procedure relativa alle attività dell’impresa riguardanti il trasporto, il carico e lo scarico di merci pericolose:

a) Le procedure volte a far rispettare le norme in materia di identificazione delle merci pericolose trasportate;

b) Le prassi dell’impresa per quanto concerne la considerazione, all’atto dell’acquisto di mezzi di trasporto, di qualsiasi particolare esigenza relativa alle merci pericolose da trasportare;

c) Le procedure di verifica del materiale utilizzato per il trasporto di merci pericolose o per le operazioni di carico e scarico;

d) Il possesso, da parte del personale interessato dell’impresa, di un’adeguata formazione nei rispettivi fascicoli personali;

e) L’applicazione di procedure d’urgenza adeguate agli eventuali incidenti o eventi imprevisti che possano pregiudicare la sicurezza durante il trasporto o le operazioni di carico e scarico di merci pericolose;

f) Il ricorso ad analisi, e se necessario, la redazione di relazioni sugli incidenti, gli eventi imprevisti o le infrazioni gravi constatate nel corso del trasporto delle merci pericolose o nelle operazioni di carico e scarico;

g) L’attuazione di misure appropriate per evitare la ripetizione di incidenti, eventi imprevisti o infrazioni gravi;

h) La considerazione delle disposizioni legislative e delle particolari esigenze relative al trasporto di merci pericolose, per quanto riguarda la scelta e l’utilizzo dei sub-fornitori o altri interessati;

i) La verifica che il personale incaricato del trasporto di merci pericolose e del carico e dello scarico delle stesse disponga delle procedure di esecuzione e di istruzioni dettagliate;

j) L’avvio di azioni di sensibilizzazione ai rischi connessi al trasporto carico e scarico di merci pericolose;

k) L’istituzione di procedure di verifica volte a garantire la presenza, a bordo dei mezzi di trasporto, dei documenti e delle attrezzature di sicurezza che devono accompagnare il trasporto e la loro conformità alle normative;

l) L’istituzione di procedure di verifica dell’osservanza delle norme relative alle operazioni di carico e scarico.

 

Procedure volte a far rispettare le norme in materia d’ identificazione delle merci pericolose trasportate

Il consulente deve quindi accertarsi:

- Dell’esistenza di procedure interne tali da permettere al personale di eseguire l’identificazione delle materie pericolose

- Della correttezza dell’iter decisionale

Identificare una materia pericolosa non è sinonimo di classificazione. La classificazione è posta a capo dello speditore. Stabilire i criteri di identificazione significa mettere in grado il personale preposto di risalire al nome chimico della materia, al numero ONU, a Classe, ordinale, lettera eventuale, all’etichetta, al numero Kemler, sulla base delle informazioni ricevute. Identificare una materia è da intendersi nel senso di accertarne l’identità.

Il consulente deve accertarsi oltre a quanto sopra, che nella procedura sia stabilito “CHI FA COSA” e quali sono i criteri e le modalità di archiviazione dei documenti ricevuti e prodotti.
Nel caso dell’impresa che esegue il trasporto di determinate materie pericolose con regolarità, la procedura può contenere:

1. L’elenco delle singole materie che normalmente l’impresa trasporta nella propria prassi lavorativa;

2. Per ogni materia: la classe, l’ordinale e la lettera eventuale, il numero ONU, il numero Kemler, le etichette di pericolo;

3. I principali pericoli associati alla materia;

4. Le principali norme di sicurezza da adottare durante la manipolazione e il trasporto;

5. I principali dispositivi di protezione individuale da indossare;

6. Le principali norme di comportamento in relazione a incidenti con o senza perdita del carico;

7. Una check-list da compilare da parte dell’operatore addetto al trasporto, attestante la verifica di tutti i punti fondamentali (etichettatura, pennellatura,d.d.t., scheda di sicurezza).

 

Criteri di valutazione, all’atto dell’acquisto, dell’idoneità dei veicoli in relazione alle esigenze di trasporto

Il trasporto delle merci pericolose può avvenire con veicoli tecnicamente idonei e dotati degli equipaggiamenti previsti per ciascuna classe e per specifici ordinali dall’ADR.
Pertanto è necessario che il consulente, in relazione alle particolari materie che devono essere trasportate verifichi:

1. Che il tipo di carrozzeria e la designazione del veicolo siano ammessi per quel determinato trasporto

2. Se dovessero essere presenti accorgimenti particolari come l’aerazione,telonatura,accorgimenti strutturali (per es. le protezioni sul rallentatore ecc.)

3. L’ambito territoriale (nazionale o europeo) di circolazione del mezzo. Per i trasporti internazionali deve assicurarsi della presenza del certificato internazionale di approvazione, per i veicoli per i quali è previsto.

 

Procedure di verifica del materiale utilizzato per il trasporto di merci pericolose ed il loro carico e scarico

L’istituzione di queste procedure deve riguardare la natura, la qualità e l’idoneità dei materiali utilizzati durante il trasporto, quali pellicole termoretraibili, bancali, materiali d’interposizione, in relazione alle loro caratteristiche. La procedura deve prevedere la prassi da seguire per accertarsi che suddetti materiali siano compatibili con le merci trasportate e che in caso di perdite non siano causa di incidenti. Deve inoltre prevedere particolari modalità di carico, di scarico, di ammaraggio in relazione alla natura delle merci e dei materiali utilizzati.

 

Possesso da parte del personale dell’impresa di un’adeguata formazione nei rispettivi fascicoli personali

Verificare che gli autisti siano in possesso del certificato di formazione professionale in corso di validità in relazione alla modalità di trasporto alle classi di merci trasportate. Inoltre deve essere verificato che abbiano seguito corsi di formazione riguardanti le prescrizioni che regolano il trasporto delle merci pericolose, secondo la loro responsabilità e i loro compiti.
La formazione, secondo le responsabilità e le funzioni della persona interessata, deve essere tale da:

- Far acquisire familiarità con le prescrizioni generali delle disposizioni relative al trasporto su strada delle merci pericolose

- Fornire formazione dettagliata, proporzionale ai compiti ed alle responsabilità, alle prescrizioni dei regolamenti relativi al trasporto delle merci pericolose

- Determinare una formazione in materia di sicurezza, proporzionale ai rischi di ferite o di esposizioni cui si può ricorrere in caso di incidente durante il trasporto di materie pericolose, compreso il momento del carico e dello scarico. Tale formazione deve coprire i rischi ed i pericoli che presentano le materie pericolose

La formazione deve essere tale da sensibilizzare il personale alla movimentazione in condizioni di sicurezza. Inoltre deve avere lo scopo di mettere in gradi il personale di adottare le procedure di emergenza da adottare in caso di incidente.

Deve altresì, fornire al personale le informazioni e le prescrizioni relative agli altri mezzi di trasporto quando il trasporto di merci pericolose fa intervenire un’operazione di trasporto multimodale.

La descrizione dettagliata di tutta la formazione deve essere conservata dal datore di lavoro e dall’impiegato e deve essere verificata al momento dell’assunzione per un nuovo lavoro. Tale formazione deve essere completata periodicamente mediante corsi di aggiornamento per tenere conto dei cambiamenti intervenuti nei regolamenti.

E’ inoltre opportuno verificare periodicamente il grado di comprensione degli argomenti trattati, ad esempio mediante quiz a risposta multipla o, comunque, con una forma che consenta di mantenere agli atti anche gli esiti delle verifiche.

 

Applicazione di procedure d’urgenza adeguate agli eventuali incidenti o imprevisti che possono pregiudicare la sicurezza durante il trasporto e le operazioni di carico e scarico di merci pericolose

Devono essere presenti in azienda procedure tali da stabilire:

- Modalità di segnalazione dell’allarme

- Comportamenti individuali

- Attrezzature e mezzi di protezione adeguati, in relazione alle particolari merci trasportate, caricate e scaricate

- Criteri di chiamata dei mezzi di soccorso (118, VV.FF.,tecnici ANPA, ecc.)

Tali procedure operative devono comprendere:

- Criteri atti a contenere e a controllare l’incidente al fine di rendere minimi gli effetti e limitare i danni alle persone e all’ambiente

- Metodi di messa in opera delle misure necessarie per la protezione degli addetti e dell’ambiente dagli effetti dell’incidente

- Sistemi di comunicazione delle necessarie informazioni alla popolazione coinvolta, se presente e se del caso in relazione, all’incidente, ai servizi d’emergenza ed alle autorità locali competenti

- Provvedimenti che consentano l’agibilità del sito e dell’ambiente ai fini degli interventi dopo l’incidente e del successivo ripristino

- Metodi di messa in opera delle misure necessarie per la protezione degli addetti e dell’ambiente dagli effetti dell’incidente

Le misure di protezione e d’intervento per controllare e contenere le conseguenze di un incidente devono essere individuate sulla base delle informazioni in possesso circa le materie trasportate, caricate o scaricate e, se del caso, sulla base dei risultati d’analisi in termini di sorgente e di scenari incidentali, così come previste nelle attività di valutazione dei rischi.

In relazione al tipo di materia pericolosa, sarà necessario individuare le aree di evacuazione del personale.

Si osserva a tal proposito, che l’insieme degli elementi attinenti alle misure di protezione e d’intervento a seguito d’incidenti rilevanti deve essere specificatamente pianificato, ovvero deve essere presente il”Piano d’Emergenza Interno” presso l’insediamento sottoposto a tale regime.

Quindi, limitatamente al caso di insediamenti a rischio d’incidente rilevante, il consulente deve prevedere procedure operative d’emergenza che si integrino con quelle contenute nel piano d’emergenza interno, contenenti descrizioni dettagliate delle misure e dei dispositivi per la limitazione delle conseguenze di un incidente rilevante, nonché delle apparecchiature di sicurezza, delle risorse disponibili e dei sistemi d’allarme. Essi devono, inoltre, individuare il personale preposto all’attuazione delle misure stesse, evidenziandone i diversi ruoli e le responsabilità in merito al trattamento dell’emergenza nelle sue varie fasi di allerta, allarme, intervento, evacuazione, ripristino, relazioni esterne e supporto all’attuazione delle misure adottate all’esterno.

Sempre in questo caso, il Piano d’Emergenza Interno, oltre alle attività di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori e del personale presente nell’impianto e/o magazzino, nonché la dotazione dell’equipaggiamento di protezione individuale, come previsto dal D.M. 16 marzo 1998, deve prevedere riesami ed esercitazioni, generali o specifici, periodici o a fronte di modifiche intercorse.

Il consulente, quindi, deve verificare attentamente se l’impresa o il deposito sono soggetti all’applicazione della normativa sui rischi d’incidente rilevante e, quindi, se il P.E.I. contempla adeguatamente i rischi d’incidente rilevante nelle fasi di carico e scarico. In caso affermativo dovrà adeguarsi alle disposizioni ivi contenute, diversamente, dovrà proporre opportuni adeguamenti.

Qualora l’impresa non sia sottoposta al regime previsto dal D.lg. 334/99, restano valide tutte le di cui si citano solo i decreti principali: D.P.R.303/56, norme generali per l’igiene del lavoro; D.P.R.547/55, norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro;D.Lg.626/94, norme riguardanti il miglioramento della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro; tutte le norme relative alla prevenzione degli incendi, ecc.

 

Ricorso ad analisi e alla redazione sugli incidenti; eventi imprevisti o infrazioni gravi costatate nel corso del trasporto o durante il carico/scarico

1. La relazione sugli incidenti che possono avvenire durante le operazioni di carico, trasporto e scarico delle merci pericolose deve essere redatta dal consulente quando uno dei seguenti criteri è soddisfatto:

2. La merce pericolosa trasportata, caricata o scaricata, ha avuto un ruolo determinante quale causa di incidente

3. La merce pericolosa, trasportata, caricata o scaricata, ha aggravato le conseguenze dell’incidente

 

Definizione di incidente

1. Decesso di una o più persone.

2. Ferite o danni ad una o più persone, con prognosi superiore a sette giorni.

3. Danni a cose od all’ambiente valutabili per un costo superiore a 5.000 €

Si distinguono i seguenti casi:

1. Trasporti in cisterna od alla rinfusa; è da considerarsi “Incidente” se la quantità di materia fuoriuscita o dispersa durante il trasporto o durante le operazioni di carico/scarico è superiore ai limiti di esenzione per le varie materie, attualmente definiti dal marg. 10011 dell’ADR;

2. Trasporti in imballaggi o GRV; è da considerare “Incidente” qualsiasi perdita o spandimento che si verifichi in condizioni normali di utilizzo causati da difetti costruttivi dell’imballaggio, ovvero da rottura dell’imballaggio stesso conseguente a caduta durante il carico e lo scarico, o ad eccessivo logoramento per prolungate vibrazioni durante il trasporto; è da considerarsi altresì incidente ogni perdita o spandimento per rottura dell’imballaggio dovuti ad altra causa, se superiore ai limiti indicati nel precedente punto 1.

Sono parimenti da considerare incidenti anche quegli eventi, verificatisi in conseguenza del trasporto, del carico e dello scarico di merci pericolose, in cui la merce pericolosa ha avuto un ruolo determinante ed in conseguenza dei quali, l’autorità pubblica ha preso rilevanti provvedimenti precauzionali, quali evacuazioni o sconfinamenti di popolazione, chiusura al traffico di strade od altre infrastrutture, ecc.

 

La relazione d'incidente

1. Deve essere redatta immediatamente dopo avere raccolto tutte le informazioni utili sull’incidente;

2. Deve contenere l’analisi delle cause che hanno provocato l’incidente e proposte con la prevenzione di incidenti similari;

3. E’ trasmessa, ai sensi dell’articolo 4, comma 5, del D.Lg.40/2000, al capo dell’impresa e, per il tramite degli Uffici Provinciali del D.T.T., anche al Dipartimento Trasporti Terrestri del Ministero dei Trasporti e della Navigazione.

 

L’attuazione di misure appropriate per evitare la ripetizione di incidenti, di eventi imprevisti o di infrazioni gravi

Compito del consulente è un’analisi approfondita e precisa della dinamica che ha determinato l’incidente, oggetto della relazione che porti alla luce tutti i fattori che sono stati causa dell’evento.
I fattori che determinano un incidente possono essere anche molteplici e complessi. Dovranno, quindi, essere considerati:

- La dinamica dell’incidente

- La natura e la pericolosità delle materie trasportate

- L’eventuale reazione fra diverse materie

- I comportamenti dei singoli (autisti, operatori di magazzino, ecc.)

- La concomitanza dell’utilizzo di attrezzature per il carico e lo scarico

- Le modalità di carico e scarico

- Fenomeni avversi non prevedibili che possono avere influito o causato la particolare dinamica dell’incidente (condizioni meteoclimatiche, coinvolgimento in incidenti stradali già avvenuti)

Dall’analisi dei singoli aspetti e di quelli che si rendono necessari in funzione del particolare evento, il consulente deve stabilire, con apposite procedure, i metodi ed i criteri comportamentali dei singoli, tali da evitare, in analoghe situazioni, la ripetizione dell’incidente.

 

Considerazione delle disposizioni legislative e delle particolari esigenze relative al trasporto merci pericolose, per quanto concerne la scelta e l’utilizzo di subfornitori o altri interessati

Questo compito chiama il consulente a svolgere un ruolo di verifica dell’idoneità al trasporto o al carico/scarico delle merci pericolose da parte di terzi. L’individuazione del subfornitore deve avvenire a seguito di un’accertata idoneità tecnica per quel determinato trasporto.

 

Verifica che il personale incaricato del trasporto di merci pericolose o del carico/scarico disponga delle procedure d’esecuzione e di istruzioni dettagliate.

 

Avvio di lezioni di sensibilizzazione ai rischi connessi al trasporto e al carico/scarico di merci pericolose.

La sensibilizzazione ai rischi è sicuramente attuata tramite la programmazione di specifici corsi di formazione del personale sui temi propri dell’ADR.

 

Istituzione di procedure di verifica tali da garantire la presenza, a bordo dei mezzi di trasporto, dei documenti e delle attrezzature di sicurezza che devono accompagnare il trasporto e la loro conformità alle normative.

Per questo compito è necessario istituire delle check-list di controllo che devono comprendere sia la verifica documentale (patante di guida, c.f.p., agreement, ecc.) sia la verifica degli equipaggiamenti di sicurezza ordinari e supplementari se previsti.

 

Istituzione di procedure di verifica dell’osservanza delle norme relative alle operazioni di carico e scarico.

Queste procedure potrebbero essere già contenute in altri documenti aziendali. In caso contrario potrebbero essere istituite check-list di verifica per assicurarsi che tutte le operazioni di carico/scarico siano eseguite secondo la procedure di sicurezza predisposta.

 

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